Come coltivare le orchidee

Come curare le orchidee: il giusto clima e l’illuminazione dell’orchidea

Le orchidee sono piante meravigliose, eleganti e colorate, e non serve essere esperti in materia per ricavare fioriture copiose e spettacolari.
Curare le orchidee in casa può sembrare impegnativo, ma seguendo alcune accorgimenti potremmo rimanere sorpresi dalla facilità con cui queste incredibili piante, possono ricompensarci con splendide e abbondanti fioriture.

Tra le molte varietà di orchidee, ci sono alcune specie più semplici da coltivare in casa, come la Phalaenopsis – dai lunghi steli ricolmi di fiori che restano in fiore per svariati mesi se la pianta è collocata nell’ambiente giusto di casa

La posizione ideale dell’orchidea in casa, è vicino alla finestra, ma avendo cura di filtrare la luce attraverso una tenda. Sarà la stessa pianta a indicarti se l’illuminazione è corretta, basterà osservare il colore delle foglie che deve risultare di un verde intenso e temperatura non  inferiore ai 18 C° né superiore ai 28 C°. Assicurarsi che ci sia una buona circolazione d’aria, anche utilizzando vasi specifici per la coltivazione dell’orchidea, che permettano la circolazione dell’aria e nessun ristagno d’acqua.

Vanno annaffiate abbondantemente nel periodo vegetativo (primavera / estate), ma tra un’annaffiature e l’altra, bisogna dare il tempo alla pianta di asciugarsi “quasi completamente”. Si usano un paio di trucchi per capire se è il momento di bagnare l’orchidea:
1) Soppesare il vaso.. se lo sentite leggero allora è il momento di bagnare altrimenti si rimanda ancora di qualche giorno;
2) Si osserva il colore delle radici, che se si presentano di un colore verde argento si bagna, se sono di colore verde scuro si rimanda di qualche giorno

E’ importante ricordarsi che le piante sono “epifite” quindi le radici amano essere bagnate abbondantemente ma devono potersi asciugare in fretta. In natura molte specie sono attaccate ai rami degli alberi e vengono bagnate dalla pioggia e si asciugano grazie all’aria che è in continuo movimento. Per evitare di far marcire la pianta, il metodo migliore per annaffiare le orchidee e quello di immergere il vaso in una bacinella per qualche minuto (il bordo del vaso deve essere a livello dell’acqua), oppure dall’alto evitando di fare entrare acqua nel fusto, tra le foglie. E’ buona norma annaffiare la mattina per dare il tempo alla pianta di far evaporare l’acqua tra le foglie prima della notte, dove le temperature più basse possono portare facilmente a marciumi. Nelle giornate estive calde o se collocata in ambienti secchi con termosifoni tradizionali, è opportuno vaporizzare più volte al giorno le foglie, concentrandosi soprattutto sulla base inferiore delle foglie. Ricordiamoci che non va mai lasciata acqua nel sottovaso e se è possibile lasciare decantare l’acqua dura dei nostri rubinetti per almeno una notte, prima di usarla.
Nel periodo di crescita vegetativa è necessario fertilizzare la pianta con un prodotto liquido specifico per orchidee, ad ½ della dose consigliata del flacone e a distanza di 15gg. Una volta al mese sarà importante mettere il vaso sotto il rubinetto con acqua tiepida e lasciare scorrere l’acqua per 5 minuti in modo da dilavare tutti i Sali in eccesso accumulati dal substrato con le fertilizzazioni e non assorbiti dalla pianta.Questa procedura porta via poco tempo ma è molto apprezzata dalle orchidee perché il flusso continuo del getto crea bollicine d’aria che rigenerano e rivitalizzano le sensibili radici ricoperte dal “Valamen”. 

è possibile acquistare delle tipologie di vaso, particolarmente adatte, molto funzionali. Si tratta di vasi molto resistenti e trasparenti, così da favorire un accesso totale della pianta alla luce ed è caratterizzato da una doppia parete che mantiene la temperatura più stabile ed evita sbalzi di temperatura. Una delle caratteristiche più interessanti è la possibilità di drenaggio dell’acqua, tramite dei piccoli fori che aiutano le radici a non marcire, pur mantenendosi umide; è inoltre pretrattato con punti di sollevamento e finestre, che permettono la circolazione dell’aria.


1. Lo sbalzo termico;
2. La luce.

Spesso le orchidee non rifioriscono per la mancanza di uno di questi due elementi essenziali. La luce è la fonte necessaria a dare il via alla creazione di nuovi steli o ripartenze apicali, quindi una buona esposizione (mai sole diretto) induce la pianta a risvegliarsi. Mentre lo sbalzo termico tra giorno e notte è lo start della fioritura. Per le Phalaenopsis ad esempio bastano 5/7C° di sbalzo, con l’accortezza di non scendere mai sotto ai 16C° per questa specie. Quindi, se le temperature notturne minime lo consentono, e la pianta è sfiorita, proviamo a lasciare la pianta in balcone, ricordandoci poi di ritirarla in casa la mattina. Questa attività va fatta per pochi giorni (max due settimane) o fintanto che non si vedono spuntare dalla base del fusto gli apici dei nuovi steli o le nuove crescite dagli steli sfioriti ma rimasti verdi. A quel punto possiamo riportarla definitivamente in casa nella sua consueta collocazione.

QUANDO RINVASARE LE ORCHIDEE

Non c’è un periodo definito per rinvasare le orchidee, si fa se il contenitore diventa troppo piccolo e le radici fuoriescono copiose, ma soprattutto il rinvaso è necessario quando si degrada la composta di coltivazione (bark), che dev’essere cambiata. Nel caso in cui il substrato mostri segni di deterioramento infatti, il rinvaso va effettuato il prima possibile, indipendentemente dalla fase della pianta e dalla stagione. Se il problema invece è solo lo spazio, potete attendete che l’orchidea sfiorisca, ciò significa che, per le orchidee a sviluppo regolare e fioritura cadenzata come le Phalaenopsis, il momento migliore per il rinvaso cade durante la primavera, mentre per le orchidee a crescita incostante o con periodi di fioritura particolari, come le orchidee Cymbidium, dovrete semplicemente attendere che le piante sfioriscano, qualsiasi sia la stagione.

Prima di procedere al rinvaso delle orchidee è opportuno avere a disposizione il necessario. 
Scegliete un nuovo vaso di dimensioni solo leggermente maggiori del precedente, dovrà essere forato sul fondo e possibilmente trasparente dato che spesso, nelle orchidee, anche le radici sono deputate alla fotosintesi. 
La composta che sosterrà le piante ha una notevole importanza, la migliore ha la caratteristica di asciugare in fretta, evitando così problemi alle radici alle orchidee. In linea di massima è consigliabile preparare un terreno mescolando quattro parti di corteccia di pino o abete e una di torba. Prima di utilizzarla, mettetela in ammollo per 24 ore e poi fatela asciugare, solo così sarete di sicuri di avere una composta priva di polvere e sporcizie. 
Rimuovete l’orchidea dal vecchio contenitore stando attenti a non danneggiare le radici. Se l’operazione risulta difficile, estraete la pianta dopo averla messa in ammollo in acqua tiepida per almeno 20 minuti e, solo se necessario, rompete o tagliate il vaso con le dovute cautele.
Ripulite l’apparato radicale asportando la composta rimasta e potate le radici morte con delle forbici affilate e pulite. Buona pratica è quella di difendere le ferite dei tagli con prodotti cicatrizzanti facilmente reperibili presso i migliori garden center. 
Rinvasate l’orchidea sistemando sul fondo del nuovo vaso dei grossi pezzi di corteccia, successivamente posizionate la pianta al centro del contenitore e aggiungete la composta stando bene attenti a distribuirla in modo uniforme tra le radici.

 

Dopo il rinvaso, se non avete potato l’apparato radicale, potrete riprendere la normale cura delle orchidee. Se invece avete dovuto eliminare le radici morte o accorciare quelle danneggiate, favorite la cicatrizzazione delle ferite sistemando per una settimana l’orchidea in un ambiente asciutto, ben ombreggiato e al riparo da sbalzi di temperatura. 
Quando le radici saranno ben cicatrizzate, ricominciate a somministrare l’acqua gradualmente, potete procedere bagnando tutta vegetazione delle piante con un nebulizzatore oppure posizionare il vaso in una bacinella colma d’acqua per 10-15 minuti.